Carissimi onanisti compulsivi, torniamo a proporvi oggi un comico che per troppo tempo abbiamo ingiustamente tralasciato, ma a cui ora restituiamo la dovuta attenzione con gli interessi. Infatti a brevissimo potrete gustare ancora un altro show di Louis CK… ma andiamo con ordine e parliamo un po’ di questo qui.
Come il titolo suggerisce, in Shameless il nostro Louie procede senza vergogna alcuna a esporre al pubblico tutte le sue caratteristiche più disgustose e i suoi pensieri più indicibili. Quindi preparatevi a lunghi pezzi sulla masturbazione, sul proprio decadimento fisico e psicologico e sui suoi pensieri politicamente scorretti su sua moglie e le sue figlie. Il tutto ovviamente farcito da un’abbondante dose di volgarità, a cui, siamo certi, sarete ormai abituati.
Durata video: 55:55
Traduzione: TheBerg
Revisione: Paolo Burini e ReRosso
Nato nel 1947 a New York da famiglia ebrea, Larry David si avvicina alla stand-up comedy appena finita l’università, ma è come autore televisivo che si sviluppa presto la sua carriera: prima in brevi esperienze con Fridays e il Saturday Night Live poi con Seinfeld, del quale è co-creatore nonché principale fonte di ispirazione per il personaggio George Costanza.
Finita l’esperienza con Seinfeld, Larry David si dedica a Curb Your Enthusiasm, un progetto che inizialmente doveva limitarsi a un unico HBO Special. Poi, visto il successo ottenuto, verrà sviluppato fino a diventare una delle serie comiche più apprezzate di sempre da pubblico e critica, consacrando definitivamente Larry David come uno dei maestri dell’umorismo ebraico.
- Paolo Burini
Durata video: 59:00
Traduzione: Paolo Burini
Revisione: Giacinto Palmieri e ReRosso

Gentili appassionati di burlesque, quest’oggi fa la prima apparizione sul nostro blog un comico canadese: Stewart Francis.
Noto al di qua dell’Atlantico soprattutto per le sue apparizioni nella popolare trasmissione della BBC Mock the Week, Stewart Francis è in realtà uno stand-up comedian molto attivo un po’ in tutto il mondo, che percorre in lungo e in largo quasi incessantemente. Il suo stile deadpan, one-liner, un po’ politically incorrect e tutta una serie di altri aggettivi in inglese lo rende un po’ simile al più noto Jimmy Carr, come afferma Stewart stesso nello screenshot che potete vedere qui sotto.
Tour de Francis è tratto dalla sua prima tournée inglese, nel 2010, ed è ricco di doppi sensi e giochi di parole, che abbiamo tentato di adattare al meglio delle nostre possibilità per evitare che i sottotitoli fossero solo una serie di note esplicative. Speriamo che il risultato incontri il vostro gradimento.
Durata video: 69:32
Traduzione: ImFuckinDyingHere
Revisione: El e ReRosso

Caro pubblico televisivo di emittenti generaliste di nicchia, è con sommo piacere che oggi intervistiamo per voi uno dei volti nuovi della comicità italiana. Formatosi artisticamente con un percorso inizialmente mainstream (Accademia del comico, laboratorio Zelig di Roma e Laboratorio di improvvisazione teatrale Bugiarlab), autore e conduttore della trasmissione radiofonica di scherzi telefonici Chiamata a carico (che tra l’altro ottiene grande successo, almeno a Roma, e almeno a quanto afferma lui stesso), Francesco De Carlo nel 2010 incontra Filippo Giardina e gli altri di Satiriasi, sterzando con decisione sulla strada della stand-up comedy.
Francesco mette in scena un suo primo monologo satirico, dal titolo Eccessiva loquacità, che gira i teatri e i locali di mezzo stivale, e lavora alacremente a un nuovo monologo, quando viene scoperto da Sabina Guzzanti che lo vuole nella sua trasmissione di La7 Un due tre stella, insieme agli altri talenti di Satiriasi Saverio Raimondo e Mauro Fratini. E forse lo avrete visto lì, a sciorinare in diretta TV le sue idee sulle puttane, su Sabrina Misseri e sulle bestemmie.
Ma facciamogli qualche domanda.
Quando hai capito che il tuo percorso di vita era nella comicità?
Quando ho rotto con la mia ex. Dopo otto anni di relazione, mi ha lasciato dicendomi che non la facevo più ridere. Ovviamente c’erano altri motivi, ma quella frase mi ha offeso molto. Quindi è colpa sua. Poi è arrivata Satiriasi.
Anche tu infatti fai parte di quella fucina di giovani talenti. Come procede il progetto?
Giovani non direi… soprattutto dopo tre stagioni tanto estenuanti da un punto di vista umano. Avere a che fare con i comici non è facile, né divertente. Noi peggioriamo di serata in serata, il progetto invece va alla grande e dopo l’estate parte una nuova stagione.
A un certo punto hai deciso di andare in UK per esibirti in delle serate open-mic in inglese. Raccontaci questa esperienza.
ComedySubs ha permesso a molta gente di entrare in contatto con un genere di comicità che qui non si è mai affermato. Volevo capire perché, allora ho tradotto qualche pezzo e sono partito prima a Londra, poi a Edimburgo e ho cominciato a organizzare serate in inglese a Roma. Un’esperienza incredibile (soprattutto considerando il mio accento!). Quello che manca in Italia è la dimensione dei comedy club, dove ci si può esprimere senza troppi problemi davanti a un pubblico molto più rilassato e aperto di quello del cabaret. A Londra ce ne sono centinaia e spero di tornarci presto.
Toglici una curiosità, come si fa a farsi notare da Sabina Guzzanti?
Quando ho vinto il festival di Grottammare nel 2009, la sera della finale lei ha ritirato un premio speciale. Ci siamo conosciuti in quella occasione, poi ci siamo rivisti al Cinema Palazzo Occupato e a Satiriasi. Portare in diretta tv degli sconosciuti che fanno un genere di stand up comedy così particolare è stata una scelta coraggiosa e un risultato straordinario. Siamo tutti molto orgogliosi di aver debuttato nel suo programma. Un altro risultato straordinario sarebbe quello di costruire un circuito di locali in tutta Italia per esibirsi dal vivo…
Nelle tue recenti apparizioni a Un due tre stella ti è stato chiesto di adattare il pezzo al contesto televisivo?
Le modifiche sono state minime: “tu te la scoperesti” è diventato “tu te la faresti”, ci può stare, soprattutto se consideriamo chi è la donna in questione. Credo che la libertà di espressione garantita da Sabina Guzzanti e dal gruppo di autori del programma sia una condizione che non si presenterà facilmente in futuro.
Come sono stati accolti i tuoi pezzi dal pubblico in studio?
Mi manca molto il calore delle serate dal vivo, ma è normale. Per certi versi è un genere nuovo e in 4 minuti è complicato instaurare un rapporto con il pubblico, mantenendo un ritmo televisivo. Però, sono molto soddisfatto del debutto, anche perché chi viene a vedere le serate live ormai ci conosce e sa quello che proponiamo. Un risultato che abbiamo ottenuto nel tempo.
A breve metterai in scena il tuo nuovo monologo, Sottilette di nostalgia, di cui presentiamo qui sotto un estratto in anteprima. A differenza del precedente Eccessiva loquacità (da cui sono tratti alcuni dei tuoi monologhi andati in onda su La7) avrà un tono più surreale che satirico. Come mai hai deciso di cambiare registro?
Ognuno ha la sua idea di satira e di comicità e sarebbe problematico fissare delle definizioni o delle regole universali. Per esempio io cerco di non nominare i politici, perché ho paura di legittimarli. Premesso ciò, nel primo spettacolo esprimo il mio punto di vista su alcuni aspetti controversi della vita, parlando anche di esperienze personali. In Sottilette di nostalgia, invece, provo a recuperare la dimensione del gioco e della sorpresa e mi diverto a vedere gli occhi sgranati del pubblico, che non sa mai dove va a parare il discorso. Uno spettacolo è nero, l’altro è molto colorato, siamo ai limiti della schizofrenia.
Una domanda che ormai è un classico per chi viene intervistato sul nostro blog: c’è uno stand-up comedian tra quelli tradotti da noi a cui ti senti più affine?
Bill Hicks ed Eddie Izzard sono quelli che mi piacciono di più (a proposito di schizofrenia…). Il più grande di tutti è sicuramente George Carlin.
Caro branco di nostalgici, oggi ComedySubs torna alle origini per proporvi uno show che non avevamo ancora tradotto del nostro nume tutelare, l’uomo senza il quale questo sito non sarebbe mai nato: George Carlin!
Carlin era solito dire che per il suo materiale attingeva da tre fonti, tre “piccole scatole” che apriva ogni volta che si sedeva alla scrivania per buttare giù un nuovo spettacolo: il linguaggio con tutte le sue stranezze, le piccole cose di tutti i giorni e le grandi questioni della società e della vita. Anche questo spettacolo è strutturato così, ma qui Carlin non ha ancora raggiunto la maturità di pensiero dei suoi spettacoli successivi e dedica il suo genio soprattutto alle battute sul linguaggio (con la gioia di noi traduttori che abbiamo dovuto faticare non poco nell’adattamento). Nonostante ciò, George trova il modo di infilare un paio di battute politicamente scorrette sulle femministe e sugli omosessuali e per cimentarsi in uno dei suoi famosi elenchi di “parole che non si possono dire”.
Non ci resta che augurarvi buona visione!
Traduzione: Panikov
Revisione: SimTrota, Fedepì, ReRosso
Durata video: 59:26

> Acquista il DVD (regione 1) <
Cari orfani dell’articolo 18, vorremmo tentare di consolarvi un po’ in questi tempi bui fornendovi qualche spettacolo che infonda buoni sentimenti e vibrazioni positive. Ecco perché abbiamo deciso di tradurre il secondo DVD del nostro Doug Stanhope.
In questo spettacolo girato in sgargiante bianco e nero in uno scantinato di Seattle, Doug vi allieterà la giornata parlandovi di guerra, eutanasia, pedofilia, aborto, malformazioni congenite e tante altre cose simpatiche. Ma prima di lasciarvi allo spettacolo, vi ricordo che è da pochissimo uscito l’ultimo DVD del nostro “eroe fannullone”, di cui ovviamente vi offriremo i sottotitoli in un futuro prossimo. Il titolo? Before turning the gun to himself. Allegria!
NB: a scanso di equivoci… lo spettacolo fa ridere.
Traduzione: GioM
Revisione: ReRosso
Durata video: 75:17

Salute a voi, gioiosi sudditi della Pax Montiana! Oggi vi proponiamo un comico che si sta facendo notare per più di una ragione dai vostri zii d’America.
Parliamo di Louis CK, ma magari voi lo conoscete semplicemente come Louie, dal titolo della sua serie televisiva di successo. Comincia a fare stand-up nel 1984, durante una serata open-mic a Boston. La serata è un disastro e a seguito di questo, il nostro non si avvicina a un microfono per due anni. Si fa le ossa scrivendo per i talk show di altri comici, come Letterman, O’Brien e Rock. Dagli sketch dello show di Chris Rock, Louis ricaverà la sceneggiatura del film Pootie Tang.
Come lui stesso ha raccontato durante la serata-ricordo per George Carlin, il comico di New York è stato uno dei modelli più importanti per lui, che lo ha spinto a osare di più, a ricominciare sempre da zero nello scrivere nuovo materiale per uno spettacolo e questo lo ha portato a trovare la sua cifra stilistica e i suoi argomenti chiave: comicità osservazionale, humour nero, il suo rapporto con la sessualità, le seccature del matrimonio e dell’essere padre e la bassa stima di sé.
E veniamo a Live at The Beacon Theater, uno spettacolo che potrebbe dare inizio a una piccola rivoluzione. Lo show, infatti, non ha seguito i canali di distribuzione tradizionali a cui ci hanno abituato i comici USA (reti televisive tematiche o culturali tipo Comedy Central e HBO che poi si occupano della distribuzione in DVD), bensì è stato reso disponibile all’acquisto direttamente dal sito di Louis CK, in formato digitale. Ciò significa che si può comprare a soli cinque dollari. Cosa che noi abbiamo fatto e che vi invitiamo di cuore a fare, sperando che faccia da apripista a tanti altri titoli.
- Faust VIII
Traduzione: El & Faust VIII
Revisione: Giacinto Palmieri, El & ReRosso
PS di ReRosso: nello screenshot qui sotto, potete vedere quello che ne pensiamo del mancato acquisto questo video.
DOWNLOAD SOTTOTITOLI – ACQUISTA LO SHOW ONLINE

Nota: abbiamo fondate ragioni per pensare che esistano in giro versioni con un timing leggermente diverso, probabilmente quelle scaricate prima di una certa data. Nel caso aveste una di queste versioni e non sappiate risincronizzare i sottotitoli, fateci un fischio.
Cari increduli adepti, torniamo a farci vivi dopo pochi giorni (ma non vi ci abituate troppo) per presentarvi una nuova chicca: una performance del nostro Emo Philips che egli stesso riteneva ormai perduta!
Nel dicembre 1985 il canale TV di Chicago WFLD Channel 32 produsse uno speciale di mezzora dal titolo Chicago Stuff, presentato da Rich Koz. Il programma era un contenitore di sketch umoristici a opera di comici di Chicago, e quindi come poteva mancare il nostro stralunato amico?
Recuperato dal Museum of Classic Chicago Television e sottotitolato per voi dal solerte staff di ComedySubs, ecco a voi un pezzettino di storia.
Gentili primi ministri italiani in copertina sul Time, quello che vi proponiamo oggi non solo è l’ultimo show che rimaneva da tradurre del più geniale dei comici one-liner, ma è una vera e propria chicca che era rimasta introvabile per ben ventidue anni! Da quando nel 1990 l’HBO l’ha trasmesso, Wicker Chairs and Gravity non è mai più stato riproposto nè in VHS nè in DVD e non era nemmeno disponibile nei vari siti di peer to peer… fino a quando pochi mesi fa un’anima pia non ha deciso di caricare la sua registrazione domestica su YouTube.
Naturalmente noi di ComedySubs abbiamo colto l’occasione al volo e quella che ora abbiamo l’onore di presentarvi è nientepopodimeno che la perla nascosta di Steven Wright.
Buona visione! (trattasi di una playlist composta da 7 video)
- Paolo Burini
Traduzione: Paolo Burini
Revisione: Giacinto Palmieri e ReRosso
Gentile ammasso di ridondante protoplasma, è con somma gioia che abbiamo la gioia di presentare, per la prima volta nella storia di ComedySubs, un intero spettacolo di satira anglosassone non sottotitolato ma già parlato originalmente in italiano. Il comico in questione è George Littlemountains e viene da Fermo, in provincia di Phoenix, Arizona, e questo è il suo show del 2011 “Nibiru“, vietato ai minori di 18 anni.
Come di certo ricorderete, abbiamo già ospitato su queste pagine una luminosa intervista al Nostro, all’epoca ancora in procinto di debuttare nei teatri con lo spettacolo che andiamo elargendovi integralmente.
Non vi meritereste nemmeno di non dover pagare una lira per assistere a questo pregevole esempio di satira carliniana dura e pura, ma ci fa comunque piacere promuovere in Italia un genere che non fa praticamente nessuno, essendo tutti impegnati a scrivere battute di un rigo sui titoli di Repubblica.it o a sfondare porte aperte su Rai3/La7. Nessuna polemica ovviamente con gli altri tipi di satira, ma nel caso di Montanini c’è proprio quello che amiamo noi, un tizio con un microfono che ci dà il suo punto di vista sulle eterne contraddizioni della vita umana, senza porsi su alcun piedistallo, senza partire dall’assunto “io e chi ride con me siamo nel giusto”.
Già oltre il berlusconismo ben prima della caduta del governo, “Nibiru” è una boccata d’ossigeno, riempie sacrosantamente un vuoto il sentir parlare, in Italia, di aborti, pompini e Padre Pio con la stessa naturalezza con cui i nostri mostri sacri affrontavano questo genere di temi negli USA. Ed è proprio per questa virtù di Giorgio, assieme alle sue ottime doti comiche, che il pubblico presente in sala, pur generico e ad uno stadio pre-Sesso con Luttazzi, ride a crepapelle. La dimostrazione che la stand-up comedy non è fatta per una nicchia, ma è uno dei bisogni primari d’intrattenimento di ognuno. Ben venga quindi Montanini in Rai.
Mi prometto di riproporre queste righe all’attenzione dei miei colleghi quando sarò membro del cda Rai.
- Adrien Vaindoit

