Cari amanti delle larghe intese,
in attesa di nuovi monologhi, la cui traduzione procede a sgonfie vele, facciamo capolino nel mondo del cinema tirando fuori dai nostri archivi la traduzione di un grande film inedito in Italia: Submarine, di Richard Ayoade.
Si tratta di una commedia adolescenziale che non deluderà i vostri palati abituati a un umorismo di un certo livello, con dalla sua parte un’ottima regia, un’ottima recitazione, le musiche di Alex Turner degli Arctic Monkeys e un tocco di poesia che non fa mai male.
Dopo una rapida ricerca abbiamo notato che esistono altri sottotitoli italiani per questo film, ma confidiamo nel vostro buon gusto nel riconoscere la qualità interstellare di una traduzione targata ComedySubs.
Angolo sticazzi: Ayoade è Maurice nella serie The IT Crowd.
Traduzione: Adrien Vaindoit
Revisione: ReRosso
Cari cittadini e aspiranti Presidenti della Repubblica, rieccoci qua a brevissimo giro (i più esperti di voi sapranno già che non dovete farci l’abitudine) per presentarvi qualcosa di fantastico.
Siamo solitamente moderati con i giudizi verso i comici che traduciamo, ma questa volta non possiamo esimerci dall’usare la parola “genio“. Perché questo è Stewart Lee nel campo della comicità, e più che mai in questo show. Come altro lo chiamereste un comico che si procura le risate trattando il suo pubblico con supponenza, decostruendo a ogni passo la sua tecnica comica, correndo il rischio di “perdere” definitivamente il suo pubblico per poi riguadagnarlo più in là, e poi riperderlo ancora, e così via?
Nel 2005 il nostro passò un anno terribile: oltre a problemi di salute derivanti da uno stile di vita non proprio sano, si ritrovò in mezzo a una possibile causa per blasfemia a seguito della messa in onda sulla BBC di un musical con testi scritti da lui, dal titolo Jerry Springer: The Opera. Il Jerry Springer del titolo, come forse saprete, è un presentatore americano che conduce un talk show supertrash, la cui serata media culmina in una rissa tra transessuali. Nel musical, Jerry Springer finisce a presentare il suo show all’Inferno, ha come ospiti Satana e Gesù e… beh, magari ne parliamo un’altra volta…
Per sfogare il suo malcontento, Lee lo riversò in questo suo monologo, anch’esso troppo controverso per essere distribuito da qualunque produttore di DVD. Ed è qui che entrò in gioco Chris Evans, che dopo aver visto lo spettacolo dal vivo e aver scoperto che non ne esisteva una registrazione, decise di improvvisarsi produttore e propose a Lee di mettere lo spettacolo su DVD. Fu così, proprio con 90s Comedian, che nacque Go Faster Stripe, una casa di produzione indipendente che da allora distribuisce ottima stand-up anglosassone che nessun altro avrebbe il coraggio di distribuire.
Ed è per questo che stavolta il video lo dovete proprio comprare, niente scorciatoie. Anche perché Go Faster Stripe lo ha messo a disposizione in download (senza DRM) alla modica cifra di 5 sterline (meno di 6 euro). Questo spettacolo ne vale almeno il triplo.
Traduzione: ReRosso
Revisione: Giacinto Palmieri
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Cari dittatori orientali dall’atomica facile, forse pensavate di esservi liberati di noi, ma ormai dovreste essere abituati alle nostre lungaggini. Siamo un po’ come l’herpes, ogni tanto ritorniamo.
Oggi vi riproponiamo un giovane comico che avete già avuto modo di conoscere su queste pagine, dalla comicità one-liner visionaria e surreale: Demetri Martin. Uno stile molto personale e non per tutti i palati, che si avvale di numerosi supporti audiovisivi, quindi ben lontano dalla classica stand-up a cui siamo ben abituati.
Questo spettacolo è rimasto in coda di lavorazione per un sacco di tempo, e ancora una volta mi scuso con i traduttori originali per la lunga attesa. Quando Peppecrillo ci darà a tutti il reddito di cittadinanza potrò lasciare il lavoro e dedicarmi full-time al vostro sollazzo.
Nota tecnica: per la particolare natura dello show, che richiede sottotitoli multipli in contemporanea, i sottotitoli in formato solo testo (SRT) sarebbero inguardabili. Per questo nel pacchetto troverete solo i sottotitoli in formato ASS. Se non lo avete ancora fatto, procuratevi un player che li gestisca (per esempio, VLC).
Traduzione: Simtrota
Revisione: Panikov, Giacinto Palmieri e ReRosso
Durata video: 42:09
Cari impertinenti missili francesi,
torniamo ad avvelenare il mercato delle traduzioni pubblicando gratis per voi lo spettacolo che è risultato essere quello che più desideravate veder pubblicato su queste pagine, in uno slancio di generosità che abbiamo avuto in occasione dei festeggiamenti per il nostro quarto anno di vita e che vi illuderà che ci interessi in qualche modo il vostro parere.
“Prima di puntare la pistola verso di me“. Non sembra essere molto ottimista il buon Doug: non che ci abbia abituati al contrario. Stavolta nel suo monologo espone le sue riflessioni non solo sulla vita e sul mondo, ma anche sul suo stesso ruolo di comico, arrivando a conclusioni interessanti su cui vorremmo conoscere anche il vostro parere.
Come se ce ne fottesse qualcosa.
Traduzione: Adrien Vaindoit
Revisione: ReRosso
Durata video: 67:29

Che Tempo Che Fa presenta: Daniele Fabbri

** Musica di De Andrè **
FF: Benvenuti a una nuova puntata di Che tempo che fa, diamo subito la parola a quella maiala di Filippa che oggi ha una sorpresa per noi.
FL: Grazie Fabio, oggi sono nuda per sostenere la causa dei bambini soldato, affinché anche negli Stati Uniti i bambini abbiano il diritto di imbracciare fucili per rispondere al fuoco ed evitare in futuro stragi come quella di Newtown. Oggi saranno qui con noi, in ordine crescente di importanza: Daniele Fabbri, la mascotte di Italia ’90 e Steven Spielberg. Senza dimenticare la nostra Lucianina Littizzetto. Ma iniziamo col nostro primo ospite, comico romano, musicista, sceneggiatore e Dio sa cos’altro, è qui per presentare il suo nuovo fumetto, edito da Made in Kina, “Gesù Cruci Fiction Tour”, da oggi in tutte le librerie del creato, un benvenuto a Daniele Fabbri!
** De André a palla **
FF: Ciao Daniele, benvenuto a Che tempo che fa. Come va?
Bene grazie, a parte una tendinite a causa di una ricaduta compulsiva nel vortice della Playstation, che mi sono provocato per apparire un giovane semplice e comune, che fa la spesa al supermercato e predilige l’amicizia e i veri sentimenti. Specie se sono rivolti a Lara Croft.
FF: Puoi sederti. Cominciamo con la domanda che ci poniamo tutti: è vero che all’anagrafe ti chiami Daniele Luttazzi?
All’anagrafe mi chiamo Benedetto Lelio XVI Banfi.
FF: Come sai gli ospiti della nostra trasmissione vengono tutti qui per vendere qualcosa. Tu cosa ci offri?
Ovviamente il mio corpo e la mia dignità. E sto praticando un forte sconto per quelli che volessero acquistare anche il fumetto “Gesù – Cruci Fiction Tour”, scritto insieme a Ste, un giovane disegnatore che si sta facendo un nome e una discreta fama, secondo lui.

FF: Io ho solo fatto finta di leggerlo, l’hanno letto i miei autori per me. Nel fumetto c’è Gesù che torna sulla Terra e decide di fare il comico, incontrando alcuni esponenti del panorama comico nostrano. Serra mi ha detto di notare come, più che fare satira religiosa, il fumetto faccia una satira sul mondo della comicità, italiana per la precisione.
Vero, Michele è sempre molto acuto nelle sue osservazioni. L’idea mi è venuta guardando Titanic. In quel film viene usato un personaggio inventato, Leonardo di Caprio, che come sai non esiste veramente nella realtà ma è soltanto una proiezione olografica del lato tenero di Quentin Tarantino, per raccontare una storia vera. Di solito il personaggio di Gesù viene utilizzato per prendere in giro l’ambiente clericale e la cultura religiosa, ma secondo me è un sistema superato da quando lo stesso Leonardo di Caprio venne utilizzato per la serie Genitori in Blue Jeans, nota parodia del mondo della recitazione.
FF: Il tuo Gesù per fare strada come comico televisivo deve sottostare a tutta una serie di regole. C’è qualcosa di autobiografico? Hai vissuto anche tu sulla tua pelle il suo stesso calvario, visto che sei comico di mestiere? Lo so che è banale chiederlo, ma mi ha chiesto Serra di farti questa domanda.
Assolutamente no, ho inventato tutto, il mio è un mondo di fantasia, non esiste esattamente come Di Caprio. O la mafia.
FF: Nel fumetto compare anche il nostro amico Brignano, ciao Enrico, alle prese con la sua svolta impegnata, che è consistita nel farsi crescere il pizzetto. Perché hai deciso di attaccare proprio lui? Il fumetto non rischia di perdere freschezza un domani in cui Brignano ipoteticamente ritorni a una più congeniale La Sai l’Ultima?
Anzitutto saluto tanto Enrico, e ti dirò che, al contrario, mi sono ispirato a lui proprio perché la sua svolta al pizzetto gli ha conferito secondo me una sorta di immortalità nella storia della televisione e quindi delle nostre radici tanto cattoliche quanto catodiche.
FF: Scusa se nel frattempo mi faccio un paio di segni della croce, o devo fare ciao ciao a Sanremo.
Davvero penso di non esagerare se dico che il pizzetto di Brignano ha ricordato con grande forza e ha forse anche migliorato la punta di diamante del cinema italiano, i baffi del Petomane del compianto Tognazzi.
FF: Beh, a parte tutto penso che ovunque la comicità mainstream sia più o meno così.
Sì, perché il target mainstream è prettamente vecchio e/o semianalfabeta, che poi sono le vere radici del nostro paese. Senza di loro non saremmo noi.

FF: Oggi la satira si fa più su internet. La sit down comedy, come mi hanno detto di dire.
Internet ha fatto molto di più, ha cambiato il concetto stesso di Satira, svecchiandola e asportandole le rughe di saggezza con lifting e tiraggi vari. La satira in rete è Cher. Appariscente e di successo per quanto non serva a un emerito cazzo. E in effetti ci tengo a precisare che io non faccio satira, io racconto storie. Se poi ci finisce la satira è un incidente che non potevo prevedere. Anche se, diciamolo Fabio, la satira è nell’occhio dei vergini guardoni.
FF: Ma perché, esiste un tipo di satira che “serve”? (Ti prego di moderare il linguaggio perché siamo in prima serata.)
Esisteva.
FF: Tu dici? Guarda un po’ come siamo messi.
Non dire così, siamo in prima serata!
FF: Scusa, ma devo illudere il mio pubblico di essere un personaggio scomodo. Cosa ne pensi di Twitter? Ho visto che lo usi spesso.
Twitter mi piace, dà meno importanza agli altri. Penso che tutti i social network siano allegorie tecnologiche dei rapporti umani, e i rapporti umani sono sempre quelli: indispensabili rotture di coglioni.
FF: E del telefono che mi dici?

FF: Come risponderai a chi commenterà questa intervista insultandoti?
“Grazie e buon lavoro”.
FF: A chi vuoi più bene dei tuoi colleghi di Satiriasi?
Facciamo Satiriasi, non possiamo voler bene.
FF: Va bene, mi piace concludere così, mentre gli addetti ti prelevano per scortarti presso il più vicino nosocomio. Vi ricordo che potete acquistare per una manciata di euro ”Gesù – Cruci Fiction Tour” a questo link , ove potrete anche leggere gratis le prime pagine.
E ora non andate via, torniamo subito dopo la pubblicità con delle nuove pubblicità di libri.
** De André in cassa dritta **
Cari sopravvissuti all’IMU, come promesso torniamo a erogarvi un po’ di sana stand-up tradizionale col più partigiano dei comici d’oltre Atlantico: Bill Maher. Questa traduzione era in revisione da un’eternità (praticamente due anni), e mi scuso con voi e con il traduttore per la lunga attesa.
In The Decider siamo ancora in piena era Bush figlio, quindi il nostro può sfoderare tutte le sue armi retoriche per attaccare il potere, proprio quando è in mano alla gente che non gli garba neanche un po’. Bill inoltre prova anche a fare pronostici sulle elezioni del 2008, come potete vedere nello screenshot qui sotto, sbagliando però di parecchio.
Il monologo è soprattutto una lunga invettiva contro i conservatori statunitensi, ma ci sono alcuni pezzi di satira di costume e sui rapporti uomo-donna. Una conoscenza di base della politica USA aiuta comunque parecchio nella comprensione dello show.
Buona visione.
Traduzione: ImFuckinDyingHere
Revisione: ReRosso
Durata video: 59:58

Cari apostoli della comicità, oggi è il compleanno di ComedySubs. Quattro anni e sentirli tutti… Per l’occasione, vi regaliamo e ci regaliamo un po’ di divertimento in musica.
“La stand-up comedy” – si diceva ormai ventanni fa – “è il nuovo rock ‘n roll”, e nessun altro comico sembra avere preso l’equazione più alla lettera di Tim Minchin. A iniziare dal suo aspetto, questo australiano trapiantato in Gran Bretagna sembra infatti rispettare tutti i canoni classici della rockstar: i capelli lunghi, il trucco, il vezzo di essere sempre a piedi nudi. Ma sarebbe un grave errore lasciarsi ingannare da tutto ciò ed equipararlo ai tanti “Russell” (come li chiama Stewart Lee) che infestano la scena britannica con le loro capigliature esuberanti, le personalità narcisistiche e l’assenza di contenuti (non facciamo nomi, o meglio cognomi).
Oltre ad essere un musicista di primo livello, Minchin è infatti un “paroliere” comico di grande intelligenza, come avrete potuto già apprezzare dalla traduzione di “Storm” (canzone ripresa anche nello spettacolo che qui traduciamo). I temi che più sembrano interessargli sono non a caso la scienza e il razionalismo, ma più in generale Minchin si diverte ad applicare la sua intelligenza analitica ad argomenti che nelle canzoni “serie” ricevono invece in genere un trattamento sentimentalistico, facendo ampio uso della tecnica del “bathos”, cioè della caduta dal sublime al triviale o spesso al marcatamente volgare. Altre volte (come nel bis a questo spettacolo) Minchin lascia che il sentimento e la musica prevalgano sulla razionalità e sulla vena comica e anche questo in fondo contribuisce a farne un artista completo, capace di esprimere con la varietà dei suoi registri la ricchezza e la complessità dell’esperienza umana.
Buona visione.
- Giacinto Palmieri
Traduzione: ImFuckinDyingHere e Paolo Burini
Revisione: Giacinto Palmieri e ReRosso
(Si ringrazia Fausto Rio per il contributo)
Durata video: 57:20 + 58:03
Cari burocrati dell’apparato e rottamatori impenitenti, pensavate che fossimo morti?
E invece no: se ci seguite su Facebook, saprete che abbiamo già addotto delle giustificazioni abbastanza convincenti per la nostra lunga assenza. Ma adesso rieccoci finalmente qui, e ricominciamo da uno spettacolo che era pronto da un po’ di tempo e necessitava solo di essere liberato nell’etere.
Albert Dupontel, come il nome dovrebbe suggerirvi, non è anglofono: è un attore e regista francese che forse vi ricorderete munito di estintore mentre spappola la faccia allo stupratore della Bellucci in Irréversible. Prima di darsi a ruoli di vendicatore della notte, però, Albert nasce e si costruisce un seguito come comico.
In questo “Spettacolo schifoso“, come la traduzione del titolo suggerisce, Dupontel ci propone una sketch comedy non dissimile da quella dell’altro francese di cui ci siamo occupati, sudando copiosamente nell’intento. Pur essendo lontanissimo dalle vette della stand-up comedy a cui ci siamo (ormai) abituati, questo show ci offre un’ora di intrattenimento leggero, in attesa di nuove e imminenti (giuriamo!) release dei nostri eroi di sempre.
Buona visione!
Durata video: 60:59
Traduzione: Pytuco
Revisione: Smongs
PS: reperire questo video potrebbe essere particolarmente difficile. Vi consigliamo di sbirciare nei commenti per qualche dritta.
Dopo il suo esordio per l’HBO I Swear To God, torniamo a proporvi l’australiano Jim Jefferies con il suo spettacolo successivo, Alcoholocaust.
In questo show registrato a Londra, Jefferies si conferma per il suo umorismo provocatorio e per la sua attitudine allo storytelling, tanto che nella seconda metà dello spettacolo c’è una lunga storia che ha come tema la sessualità dei disabili. Non mancano però i suoi cavalli di battaglia: la misoginia, l’ateismo e la dipendenza dall’alcol.
Il successo come stand-up comedian ha fatto conoscere Jim anche nel mondo della televisione, così potremo ritrovarlo in Legit, una serie comica che andrà in onda nel 2013 su FX e lo vedrà come protagonista.
- Paolo Burini
Traduzione: Paolo Burini
Revisione: ReRosso
Durata video: 75:44
Cosa dire dopo questa figata assurda? Possiamo solo limitarci a presentarvi lo show di Diane che abbiamo tradotto e che potete visualizzare liberamente qui sotto, cioè Lost in the Mouth Specific. Il titolo è una storpiatura di “Lost in the South Pacific”, con riferimento all’esperienza neozelandese che ha portato Diane a scegliere di intraprendere la carriera di stand-up comedian. Se avete già visto l’altro spettacolo di Diane da noi sottotitolato, sapete cosa aspettarvi da lei: una story-teller sboccata e senza alcun pudore che con estrema grazia vi racconta tutto, ma proprio tutto, delle sue esperienze più imbarazzanti.
Per chi di voi avrà la fortuna di essere a Edimburgo per il Fringe Festival, Diane sarà per tutto agosto al Gilded Balloon con il suo nuovo show Exquisite Bad Taste. Imperdibile.
Ringraziamo Diane per averci autorizzati a mettere a disposizione il suo spettacolo e vi auguriamo buona visione.
Traduzione: ReRosso
Revisione: Chiarissima e FaustVIII





