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Gentile ammasso di ridondante protoplasma, è con somma gioia che abbiamo la gioia di presentare, per la prima volta nella storia di ComedySubs, un intero spettacolo di satira anglosassone non sottotitolato ma già parlato originalmente in italiano. Il comico in questione è George Littlemountains e viene da Fermo, in provincia di Phoenix, Arizona, e questo è il suo show del 2011 “Nibiru“, vietato ai minori di 18 anni.
Come di certo ricorderete, abbiamo già ospitato su queste pagine una luminosa intervista al Nostro, all’epoca ancora in procinto di debuttare nei teatri con lo spettacolo che andiamo elargendovi integralmente.
Non vi meritereste nemmeno di non dover pagare una lira per assistere a questo pregevole esempio di satira carliniana dura e pura, ma ci fa comunque piacere promuovere in Italia un genere che non fa praticamente nessuno, essendo tutti impegnati a scrivere battute di un rigo sui titoli di Repubblica.it o a sfondare porte aperte su Rai3/La7. Nessuna polemica ovviamente con gli altri tipi di satira, ma nel caso di Montanini c’è proprio quello che amiamo noi, un tizio con un microfono che ci dà il suo punto di vista sulle eterne contraddizioni della vita umana, senza porsi su alcun piedistallo, senza partire dall’assunto “io e chi ride con me siamo nel giusto”.
Già oltre il berlusconismo ben prima della caduta del governo, “Nibiru” è una boccata d’ossigeno, riempie sacrosantamente un vuoto il sentir parlare, in Italia, di aborti, pompini e Padre Pio con la stessa naturalezza con cui i nostri mostri sacri affrontavano questo genere di temi negli USA. Ed è proprio per questa virtù di Giorgio, assieme alle sue ottime doti comiche, che il pubblico presente in sala, pur generico e ad uno stadio pre-Sesso con Luttazzi, ride a crepapelle. La dimostrazione che la stand-up comedy non è fatta per una nicchia, ma è uno dei bisogni primari d’intrattenimento di ognuno. Ben venga quindi Montanini in Rai.
Mi prometto di riproporre queste righe all’attenzione dei miei colleghi quando sarò membro del cda Rai.
- Adrien Vaindoit
Gentili naufraghi dell’articolo 18 e indignati della prima ora, pervasi da uno spirito europeista vi proponiamo ancora una volta un comico britannico: Jimmy Carr.
Nato nel 1972, il nostro giovane virgulto muove i suo primi passi nella stand-up nel 2000 facendosi subito notare nell’ambiente. Da allora Jimmy lavora ai suoi spettacoli senza sosta, girando i paesi anglofoni senza requie, sfornando DVD a un ritmo invidiabile (al momento in cui scriviamo, ne ha all’attivo sette) e trovando anche il tempo per presentare quiz-show e programmi satirici insieme al suo amico e collega Charlie Brooker.
Nell’ambiente Jimmy è noto per il suo humour nero, spesso politicamente scorretto, e per l’abbondante uso di one-liner. Una lista assolutamente incompleta dei suoi argomenti preferiti: la disabilità, la pedofilia, l’omosessualità, lo stupro, l’AIDS.
Più di molti suoi colleghi, nei suoi spettacoli live Carr si avvale della partecipazione del pubblico e non si fa sfuggire eventuali input estemporanei provenienti dalla platea. Gli spettatori di Channel 4, nel 2007, lo ha ritenuto il dodicesimo comedian più divertente del mondo. Lo show che vi presentiamo è girato a Londra e si basa sulle battute del tour Gag reflex, che vinse il British Comedy Award come miglior spettacolo di stand-up nel 2006.
Buona visione!
Traduzione: Simtrota
Revisione: Panikov e ReRosso
Durata video: 93:38

Greetings, you bunch of ASBOs and chavs! How are you? Dopo una forse troppo prolungata pausa natalizia, riprendiamo le pubblicazioni regalandovi una bella dose di buoni sentimenti, con un altro spettacolo di Ricky Gervais! Da quando l’abbiamo lasciato ha scritto e diretto un film “serio”, Cemetery Junction, e si è fatto amare da tutto l’establishment di Hollywood conducendo i Golden Globes di quest’anno.
Ma veniamo a noi. Out of England 2 è la sintesi di un altro tour negli Stati Uniti per Ricky, ed è stato girato a Chicago. Piatto ricco come al solito: Gervais ci parla dei problemi che ha avuto con l’eruzione del vulcano islandese, della crisi economica mondiale, delle persone grasse (di nuovo), delle campagne di beneficenza che hanno il loro picco a Natale, dei regali che ha fatto lui, di Noè e del Diluvio Universale, delle citazioni di Winston Churchill e Oscar Wilde, dei matrimoni gay e dell’omosessualità degli animali, nonché di una festa dove le sue battute non hanno avuto l’effetto sperato. Infine, un encore sulla psicosi del terrorismo.
Buona visione e…ta ta for now!
-Faust VIII
Traduzione: Faust VIII
Revisione: Adrien Vaindoit e ReRosso
Durata video: 73:40

Cari orgogliosi acquirenti del DVD Christ on a Bike (perché l’avete comprato tutti, vero?), oggi vi proponiamo un autore che più satirico non si può: Lewis Black. Ebreo, classe 1948, il nostro si definisce socialista e si diverte a prendere in giro tutte le stranezze e le incongruenze dei potenti, invitando il pubblico americano a superare la dicotomia democratici/repubblicani per scavare più a fondo nelle questioni. Il suo stile è “incazzoso”, Black grida e punta il dito in continuazione con l’atteggiamento di chi non riesce proprio a credere a tutta la stupidità che lo circonda, punteggiando il suo discorso con lunghe e significative pause.
Dopo aver iniziato la carriera nel mondo dello spettacolo come commediografo, alla fine Lewis decise di calcare il palcoscenico in prima persona, e da solo. Nel 1998 registrò il suo primo Comedy Central Presents. Nel 2000 fu arrestato per aver portato in giro per New York, insieme al suo collega Jim Norton, un autobus dalle pareti trasparenti contenente numerose diciottenni in topless. Da lì in poi, è stato un crescendo di successo e di popolarità, fino allo speciale HBO che vi presentiamo qui, che è il suo secondo.
Con Red White & Screwed siamo in piena era Bush, che come sappiamo bene era una miniera d’oro per gli autori satirici. E Lewis Black non si tira certo indietro.
Traduzione: ReRosso
Revisione: Giacinto Palmieri
Durata video: 75:17

> Acquista il DVD (REGIONE 1) <
Cari soliti idioti, noi non vi promettiamo “Mari o Monti” (e scusate il battutone), ma ogni tanto ci ricordiamo di pubblicare qualche nuovo show… ed eccoci qua oggi ad allietare le vostre menti provate da spread, Btp e Bund con l’ultima fatica del più corrosivo dei comici viventi: Doug Stanhope.
In questa occasione il nostro ha approfittato del suo tour europeo per volare fino in Norvegia e dirne quattro agli scandinavi, esibendosi in una specie di capannone dove qualcuno aveva infilato delle sedie pieghevoli e facendosi riprendere a malavoglia da alcuni cameramen che evidentemente non capivano quello che diceva. Lo stile è sempre lo stesso, solo che con l’età Doug raggiunge livelli sempre superiori di nichilismo e di cinismo, riuscendo a risultare incredibilmente divertente a un piccolo manipolo di fan, ma assolutamente odioso alla grande massa.
E voi, da che parte state?
Traduzione: Paolo Burini
Revisione: ReRosso
Durata: 89:07
Caro pubblico di ComedySubs, stavolta evitiamo di chiamarvi con epiteti di dubbio gusto perché l’occasione è degna di giubilo: per la prima volta da quando ci siamo imbarcati nell’avventura del fansub, infatti, i nostri sottotitoli sono finiti su di un vero e proprio DVD! Grazie alla lungimiranza di Richard Herring e della casa di produzione indipendente Go Faster Stripe, l’ultima fatica del noto comico britannico si fregia di sottotitoli in italiano e in inglese curati interamente da noi! Il DVD sarà disponibile da fine ottobre.
Insomma, sì, stavolta niente sottotitoli in download gratuito: stavolta vi invitiamo a prenotare il boxset con tre DVD dal sito della Go Faster Stripe. Comprandolo da Amazon si risparmia un po’, ma lì i DVD sono solo due, quindi a voi la scelta. Precisiamo che abbiamo sottotitolato solo lo show principale presente nel primo disco, il resto dei contenuti non ha sottotitoli.
Qui di seguito, un breve estratto dello spettacolo, per farvi capire di che si tratta e farvi salivare un po’ (attenzione, il font che abbiamo usato nello spezzone qui sotto potrebbe essere molto diverso da quello effettivamente utilizzato nel DVD).
Ulteriori informazioni sullo show e su Richard Herring (a opera di Giacinto Palmieri) sono dopo il video, quindi cliccate su quel link che vi invita a leggere il resto dell’articolo!
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Gentile popolo di Internet, ComedySubs chiude. Per colpa della combo legge bavaglio + lobby dei doppiatori + Laura Pausini, a partire da domani volontariamente abbandoneremo il web e continueremo a pubblicare sottotitoli esclusivamente in radio. Scherzone!
Mai priveremmo di un sollievo tanto prezioso le vostre stanche menti fiaccate da tutte le battute sulle figuracce governative del giorno.
Col benestare delle malelingue, il nostro consorzio di superfichi vorrebbe proporvi oggi alcuni estratti da Wonder Showzen, una serie televisiva che potremmo definire come una sorta di Melevisione per piccoli adoratori del demonio, un programma che nella forma è in tutto è per tutto un contenitore per bambini, ma che in realtà è destinato a un pubblico decisamente adulto. I protagonisti sono dei simil-Muppets sotto anfetamine e teneri putti e fanciulli che parlano di schiavismo, macellazioni, guerre, orrori del capitalismo, morte e inesistenza di Dio, praticamente tutto ciò che avremmo sempre sognato sentir dire dai Teletubbies o dai concorrenti di “Io Canto”, se solo avessimo mai visto almeno mezzo secondo di trasmissione.
Gli autori di Wonder Showzen sono Vernon Chatman e John Lee, il primo noto anche come monologhista, ma soprattutto per aver prestato la propria voce a Towelie, personaggio-meteora di South Park.
Accuratamente selezionate, trascritte, tradotte e assemblate dai nostri schiavi, eccovi alcune gag di Wonder Showzen in due video di assaggio dell’adorabile programma andato in onda per due stagioni tra il 2005 e il 2006 sull’Mtv2 statunitense.
- Adrien Vaindoit
PS: poiché i video sembrano non piacere a Youtube, dovrete guardarveli sulla nostra pagina Facebook (e già che ci siete, se non lo avete già fatto, iscrivetevici!).
Caro branco di omosessuali più o meno latenti, quest’oggi vi proponiamo lo show più queer che abbiate mai visto. Se siete sopravvissuti al travestitismo in salsa etero di Eddie Izzard e alla personalità spiccatamente omosex di Ellen DeGeneres, è ora che passiate al livello successivo con Margaret Cho. Per lei infatti le identità di genere sono solo delle etichette insensate da stracciare con decisione per scoprire il corpo nudo che nascondono e, con quello, farci sesso.
Americana di origini coreane, Margaret Cho è l’unica comica asiatica ad avere un successo mainstream, e la cosa è forse ancor più eccezionale considerando le tematiche che caratterizzano i suoi testi e il modo spregiudicato in cui le affronta. In questo spettacolo, registrato pochi giorni prima dell’elezione di Obama e della bocciatura della legge californiana che consentiva ai gay di sposarsi, la Cho si schiera senza esitazione e lancia dei chiari messaggi politici.
A differenza di molti comici che abbiamo imparato a conoscere, però, il messaggio centrale della comicità di Margaret, dichiarato fin dal titolo dello show, è che tutti noi siamo “bellissimi”. Sì, anche tu che stai leggendo questo testo in mutande mentre ti gratti lo scroto.
Avrà ragione lei? A voi l’ardua sentenza…
Traduzione: Paolo Burini
Revisione: Giacinto Palmieri e ReRosso
Durata video: 86:31

Cari exploratori temerari di nuovi territori comici, Stewart Lee ci aveva messo un piede dentro e Johnny Vegas una buona fetta della sua notevole massa, ma con Edward Aczel vi c’immergiamo in pieno. Intendo dire nel mondo alla rovescia dell’”anti-comedy”. Per continuare la metafora duchampiana (e sarebbe un vero spreco non farlo), se Stewart Lee disegna i baffi alla Gioconda, Edward Aczel piazza direttamente un orinatoio in mezzo al museo. Ma è arte (comica)? La discussione è aperta… e iniziamo a parlarne proprio con lui, che ci ha gentilmente concesso un’intervista.
Quando e come hai iniziato a fare il comico?
Circa sei anni fa, all’inizio lo vedevo semplicemente come un hobby. Ho iniziato con le serate di “open mic” e poi ho fatto alcune competizioni. La cosa mi divertiva, quindi ho continuato.
Cosa pensi dell’etichetta di“anti-comedy”?
Abbiamo tutti bisogno di etichette e se il cappello calza… Ci sono stati dei grandi anti-comici nel passato: Tommy Cooper, Lee Dawson, persino Stanlio e Ollio. In un certo senso è l’arte del perdente.
Mi sei sempre sembrato un comico molto originale. Puoi dirci quali comici ti hanno influenzato?
Tutti quelli che ho già nominato. Sono anche un grosse fan di Woody Allen, Frankie Howard e dei Monty Python.
Al Fringe hai un pubblico molto fedele e appassionato, ma mi chiedo come il tuo stile possa funzionare nei comedy club normali. Ci siamo esibiti insieme solo una volta e purtroppo quella volta sei stato vittima di un “heckler”. Come gestisci le serate col pubblico “rumoso” e un po’ brillo dei weekend?
Dipende da caso a caso. Anche se non si finisce mai d’imparare devo dire di essere riuscito a conquistarmi non pochi pubblici del venerdì sera. Ma mi considero ancora un apprendista e posso solo migliorare.
E di serate “corporate” ne hai mai fatte?
Non sono ancora entrato nel mercato corporate, magari in futuro.
Uno dei motivi per cui ti ho sempre considerato una fonte d’ispirazione è che sei il comico più di successo che conosco a non aver rinunciato al suo lavoro “normale”. Come gestisci la cosa? Pensi che non dover sbarcare il lunario con la comicità ti aiuti ad essere originale e a non accettare compromessi?
Senza dubbio. Il mio lavoro è la mia rete di sicurezza. Significa anche che non devo dipendere a tutti i costi dall’approvazione dei promoter, per cui sono libero di correre rischi.
Come ti senti all’idea di venire sottotitolato e introdotto al pubblico italiano?
È un piacere. Spero che quello che faccio si “traduca” bene, in più di un senso della parola, e che la gente mi trovi divertente.
Lo spero anch’io. Grazie ad Edward Aczel e buona visione a tutti.
- Giacinto Palmieri
Caro popolo di scioperanti e di pagatori di IVA, finalmente i vostri prodi di ComedySubs tornano dopo una lunga parentesi estiva in cui sono stati impegnati nelle nobili arti del cazzeggio e del pool-party. Per farci perdonare, vi promettiamo roboanti novità nel prossimo futuro e tante altre risate in traduzione italiana sottotitolata. Per il momento, vediamo di stuzzicare il vostro appetito con questo gustoso spettacolo.
Joe Rogan è un artista poliedrico: stand-up comedian, attore, presentatore di pessimi reality show e campione di Ju-Jitsu, il nostro nei suoi spettacoli comici tenta di analizzare questioni complesse come la legalizzazione delle droghe leggere, l’Antico Testamento e il terrorismo con la ferrea logica dell’uomo della strada, che pur dichiarandosi ignorante riesce a scomporre la complessità in pochi e semplici elementi.
Ma non temete: Joe Rogan soddisferà anche i vostri istinti più bassi parlando diffusamente della figa e del suo potere, farcendo il tutto con un’abbondante spolverata di volgarità.
Vi auguriamo buona visione e vi invitiamo a restare sintonizzati per le prossime eclatanti novità di ComedySubs.
Traduzione: ImFuckinDyingHere e ofnia
Revisione: ReRosso
Durata video: 55:32


