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Archivi per la categoria ‘George Carlin’

Cari utenti perennemente insoddisfatti, è con estremo piacere che vi presentiamo George Carlin, again, con lo spettacolo George Carlin: Again! E perdonate il pessimo gioco di parole, ma siamo sicuri che vorrete darci addosso copiosamente in proposito nei commenti. Ormai, a voi esploratori esperti della comicità internazionale,  non serve certamente spiegare chi era Carlin e cosa ha rappresentato per la stand-up comedy targata USA (e non solo), quindi passiamo direttamente a parlare dello show.

In questo spettacolo del 1978, il nostro eroe è al suo secondo speciale sulla HBO e ha ormai superato la sua fase di comico pulito e adatto alle famiglie, per proporsi con decisione come degno erede del suo mentore Lenny Bruce nel mondo della controcultura e della comicità provocatoria. Sebbene alcune routine da caratterista in giacca e cravatta siano ancora presenti in questo spettacolo, il tono generale è nettamente sopra le righe, come dimostra l’arcinoto pezzo conclusivo sulle “Sette parole che non si possono dire in TV“. Con quel pezzo, che abbiamo tentato di tradurre come meglio potevamo e che vi consegniamo con beneficio d’inventario, Carlin ottenne sia grane legali che fama imperitura.

Buona visione!

Traduzione: Panikov
Revisione: SimTrota e ReRosso

Durata video: 81:21

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Nota tecnica di ReRosso: il video a mia disposizione ha una risoluzione molto bassa e, come vedete nell’anteprima qui sopra, sembra preso da VHS. Non sapendo se si trova di meglio in giro, nei sottotitoli in formato .ASS il corpo del font è più piccolo del solito, per evitare di avere caratteri enormi sullo schermo. Nel caso troviate di meglio e non sappiate come ingrandire i caratteri, chiedete pure nei commenti.

Non potevamo esimerci dalla commemorazione del secondo anniversario della morte del mai troppo rimpianto George Carlin, scomparso il 22 Giugno 2008, e lo facciamo regalandovi la traduzione inedita di “The class clown“, incipit di Carlin on campus del 1984 e versione condensata della routine contenuta nell’omonimo album del 1972. Stavolta il buon George ricorderà i bei tempi passati a fare il buffone in una scuola cattolica.

Traduzione, timing, styling, encoding: Vaz

Nell’attesa di nuove traduzioni da postare, che al momento purtroppo latitano, vi offriamo uno spezzone di uno dei vostri comici preferiti, tratto da Carlin at Carnegie del 1983: in questo sketch, intitolato “Professional comedian“, il nostro amato George Carlin ci spiega vantaggi e svantaggi del mestiere di comico professionista.

Traduzione, timing, styling, encoding: Vaz
Revisione: ReRosso

A grande richiesta (di ZIO BARBOCCHIA), riproponiamo una nostra vecchia traduzione.

Life is Worth Losing è il penultimo speciale HBO di George Carlin. Trasmesso per la prima volta il 5 Novembre 2005, alla fine della completa disintossicazione di Carlin dalle droghe, è uno degli show più controversi del popolare comico americano.
Il monologo inizia con una delle filastrocche a cui Carlin ci ha già abituati: il “Modern man rap”. Questo pezzo è purtroppo quasi impossibile da tradurre, ricco di giochi di parole e falsi contrari. Chi conosce l’inglese dovrebbe usare i sottotitoli italiani come una guida all’ascolto e concentrarsi sul testo originale.

Finita la filastrocca, Carlin entra nel vivo del monologo, che verte sui lati più oscuri dell’animo umano: suicidio, omicidio e genocidio. Inoltre, George parla ampiamente della sua personale soddisfazione nell’assistere a disastri naturali che comportano grandi perdite di vite umane. Il titolo dello spettacolo doveva infatti essere, in origine, “I Like It When A Lot Of People Die” (Mi piace quando muore un sacco di gente), ma il verificarsi dell’uragano Katrina nell’agosto del 2005 spinse George a usare un titolo meno diretto, scegliendo “Life is Worth Losing” (La vita è degna di essere persa).

Si ringrazia Adrien Vaindoit per la collaborazione nella traduzione.

Durata video: 74:01

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Un cordiale saluto ai fanciulli che ci seguono assiduamente e che inviano tante letterine di stima ai fautori di questo grande progetto culturale co-finanziato da Moige, Comunione e Liberazione, P3 e Casa Savoia. Con lo spettacolo di oggi torniamo indietro ai primi anni ’90 con uno dei nostri beniamini di sempre, George Carlin.

Lo show, dedicato a Sam Kinison (che era da poco scomparso a causa di un incidente stradale), trova un Carlin in grande forma che bilancia una feroce satira politica e di costume con pezzi di umorismo osservazionale (“Avete mai fatto caso che…?”). I circa 17 minuti del pezzo sugli annunci aeroportuali sono ascrivibili a uno dei grandi temi ricorrenti nella poetica carliniana: il linguaggio. Ricordiamo che Carlin, accanto alle cartelle “America” e “Religion”, aveva nel computer dove accumulava il suo materiale proprio la cartella “Language”. Nei suoi libri sono frequenti i capitoli dedicati agli eufemismi, la perversione del linguaggio attraverso cui si esprime la propaganda e si fomenta l’ipocrisia. Il significato di fondo (l’uomo si sente più importante di quanto è in realtà) è alla base anche del clamoroso pezzo conclusivo, che solo apparentemente è un invito a fregarsene dell’ecologia.

Se ci sono domande alzate pure la mano, chiedete il permesso per andare in bagno (sembra una conferenza stampa del Pres. del Cons., ma non lo è: mancano Carfagna/Bondi sotto la scrivania e La Russa-buttafuori).

- Adrien Vaindoit

Traduzione e timing: Adrien Vaindoit & ReRosso
Styling: Vaz

Durata video: 58:52 [ATTENZIONE: i sottotitoli fanno riferimento alla versione dello spettacolo mandata in onda da HBO, non a quella presente sul DVD]

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Questo spettacolo era già stato rilasciato in precedenza su www.rerosso.it.

In questo monologo, registrato il 6 febbraio 1999 al Beacon Theatre di New York, George Carlin dà il meglio di sé. Inizia con un pezzo sulla sicurezza aeroportuale (tenete bene a mente che lo spettacolo è precedente all’11 settembre 2001), poi passa ai suoi argomenti più classici: arricchisce l’elenco di cose che lo fanno incazzare, prende in giro alcuni modi di dire americani, sfotte l’allora presidente Clinton, deride l’atteggiamento iperprotettivo dei genitori verso i figli. Quindi si lancia in un’esilarante satira sui programmi televisivi americani.

Dopo averci deliziato con questo rapido succedersi di battute al vetriolo, Carlin cala gli assi. George è sempre stato molto apprezzato per il suo lavoro col linguaggio, e il pezzo che lui chiama “la ninna-nanna della pubblicità” dimostra quanto la sua fama sia meritata.

Infine, Carlin conclude attaccando la religione con quello che a mio modestissimo parere è il miglior pezzo di satira mai scritto: il famoso pezzo sull’”uomo invisibile”, “citato” da Daniele Luttazzi, ripreso nel tormentone web Zeitgeist e bandiera degli atei di mezzo mondo.

Insomma, You are all diseased è uno spettacolo che non può mancare nella videoteca di un vero appassionato di satira!

PS: dopo i titoli di coda, appare la foto di Brenda Hosbrook, la prima moglie di George Carlin, scomparsa nel 1997 per cancro al fegato.

Traduzione: ReRosso
Check & styling: Vaz

Durata video: 63:23

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Questo spettacolo l’avevamo già rilasciato in precedenza su ReRosso.it e BBF.

Back in Town per me rappresenta molto, visto che è il primo spettacolo comico che ho tradotto integralmente prima di imbarcarmi in quest’avventura. È sicuramente uno degli show più riusciti di Carlin, che qui ha una grinta eccezionale e non le manda a dire.

In particolare, trovo eccezionale la parte iniziale, in cui George parla degli antiabortisti americani, della santità della vita e della pena di morte.  Poi passa ad elencare alcuni modi di dire americani che all’epoca mi fecero faticare non poco per trovare una traduzione decente. Infine, stila un elenco delle cose che odia, in un pezzo che chiama “Ostilità in galleggiamento libero”, titolo che poi ho riciclato per una rubrica sul mio blog. Memorabili le battute su Topolino e sui panda, fra le altre.

Per chi non lo avesse ancora visto, buona visione!

Traduzione & adattamento: ReRosso
Timing & annotazioni: ReRosso & Vaz
Revisione & styling: Vaz

Durata video: 62:49

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Finalmente torniamo a pubblicare uno spettacolo fresco fresco di traduzione del mio comico preferito (e, ammettetelo, di molti di voi): George Carlin.

40 Years of Comedy è uno speciale un po’ particolare, visto che non è solo un monologo come tutti quelli che abbiamo tradotto finora. Si tratta infatti di uno spettacolo in tre parti distinte, pensato per onorare i 40 anni di attività di un Carlin allora quasi sessantenne.

Nel primo segmento, il comico Jon Stewart introduce una breve selezione di alcuni momenti topici della carriera di George, dagli inizi da personaggista in giacca e cravatta, passando per il periodo nella controcultura (e qui avrete modo di vedere un assaggio del suo pezzo più noto, “Seven words you can’t say on television”) fino alla fase più recente di fustigatore di folle.

Quindi arriva George in carne e ossa e ci propone una versione ancora da rifinire del finale di You Are All Diseased, dalla Ninna-nanna della pubblicità fino al pezzo sull’Uomo invisibile (è molto interessante vedere come un paio di anni dopo, con piccole modifiche al ritmo, il pezzo sia enormemente migliorato); poi analizza le falsità delle pubblicità degli alimentari; e infine ci delizia con un pezzo micidiale sui suoi animali da compagnia.

L’ultima parte dello show consiste in una breve intervista, condotta sempre da Jon Stewart, in cui George parla della sua infanzia, del suo modo di vivere lo show business e di altre cose.

Uno spettacolo imperdibile per tutti i fans del compianto George!

Traduzione & timing: ReRosso
Revisione, styling & encoding: Vaz

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delirious

Questo spettacolo era già stato rilasciato su ReRosso.it e Bowling Balls Fansubs.

It’s bad for ya!” è l’ultimo spettacolo di George Carlin, trasmesso per la prima volta dall’HBO il 1° marzo del 2008. In questo monologo, George smaschera ancora una volta tutte le cazzate che ammorbano la società americana (e non solo): i falsi miti, i luoghi comuni sulla vecchiaia e sulla morte, il culto per i bambini, le incomprensibili usanze religiose e civiche e tanto altro ancora. A 70 anni e con una salute fin troppo precaria, Carlin sembra più in forma che mai e ci regala oltre un’ora di comicità di ineguagliabile livello. Come un buon vino, George migliora con l’età, e forse non è un caso che la location scelta per la registrazione sia Santa Rosa, in California, località nota per la produzione di vini…

Purtroppo per noi e per George, però, la vecchiaia ha la piccola controindicazione che prima o poi si muore: George è morto il 22 giugno scorso, a 71 anni, in seguito a un attacco cardiaco. Siamo lieti di presentarvi, in anteprima italiana assoluta, il suo testamento comico.

Traduzione & timing: ReRosso
Check & styling: Vaz

Durata video: 68:41

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