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Pensate al filo rosso che parte dall'Ungheria del 1941, dove una ragazza di nome Betty Markowitz è costretta a lasciare il suo amore di gioventù per essere deportata a Mauthausen, e prosegue in America, dove questa ragazza, credendo morto quel suo amore, si trasferisce con Otto, un altro sopravvissuto all'Olocausto diventato nel frattempo suo marito, e passa poi per New York dove la coppia dà alla luce un bambino di nome Robert, pensate a quel filo rosso che segue questo bambino in Arizona, dove la sua famiglia va a vivere, poi passa per l'Air Force degli Stati Uniti d'America, dove il giovane Bobby, negli anni della guerra del Vietnam, contrae l'epatite C a causa di una trasfusione infetta, e poi per Los Angeles, dove, appena trentenne e già padre di famiglia, Robert decide di trasferirsi per fare il comico dopo aver lasciato il vecchio lavoro di venditore di stereo salvo scoprire che il locale in cui era stato scritturato era andato a fuoco il giorno prima del suo arrivo, quel filo rosso che continua, passando sotto l'egida di Rodney Dangerfield che apprezza Robert per il suo humour autolesionistico, si incrocia con altri fili relativi ad altra gente allora in ascesa come Bill Hicks e Sam Kinison, e lo accompagna mentre rifiuta il ruolo di George in Seinfeld dicendo a Larry David che la sceneggiatura non faceva ridere, e segue Robert durante tutti i primi successi come autore comico di In Living Colour, di due special sul canale Showtime e di due comedy album, filo che si aggroviglia una prima volta nel 1992 con la morte di suo figlio Derek a soli 11 anni e una seconda nel 1998 per un lieve attacco di cuore ("Capisci che sei fuori forma quando hai un attacco di cuore mentre stai guardando la tv") che gli ispirerà alcuni dei passaggi più divertenti del suo primo HBO special "Unprotected", semplicemente uno dei più grandi classici della comicità moderna, che gli regala la fama di comedian diretto e brillante e che stava per procurargli addirittura un contratto per una serie comica su Fox, se non fosse stato per l'ennesimo groviglio del nostro filo dovuto alla separazione dalla prima moglie e alla scoperta di un linfoma non-Hodgkin al terzo stadio che costringe Robert a dure sessioni di chemioterapia (da cui fuggirà per potersi esibire una sera a Las Vegas), in seguito alle quali riesce a guarire dal tumore, riconciliarsi con la prima moglie Vicki, separarsi definitivamente e sposare la migliore amica della figlia Jessica e a tornare in scena con il suo secondo HBO special "Life Since Then", in cui fa battute su tutto il suo terribile viaggio a braccetto con la morte (raccontato anche nel libro "Cancer for 5 dollars a day") e batte territori ancora inesplorati della comicità, show che segna però anche l'inizio della fine, poiché ormai il filo rosso, giunto sin qui, comincia ad aggrovigliarsi troppe volte su se stesso e si esaurisce nel momento in cui, già debilitato per via di una cirrosi originatasi per l'errata trasfusione ai tempi dell'aeronautica ed esacerbatasi con le chemio tanto da indurlo a mettersi in lista d'attesa di un trapianto di fegato, Robert Schimmel muore in seguito al più banale degli incidenti automobilistici a Scottsdale, Arizona il 3 settembre del 2010, lasciandoci con un palmo di naso e con in mano l'altro capo del filo, a goderci il suo patrimonio comico di autore che ha portato con sé, quasi ce l'avesse scritto nel sangue, un carico di tragedia umana privata e collettiva non indifferente, che ci ha restituito però sottoforma di una comicità straordinaria per la sua efficacia, e talmente onesta da essere un po' ostracizzata e sottovalutata.

Schimmel non era un eroe civile come Lenny Bruce o George Carlin, né un sognatore come Bill Hicks. "Era sempre lui l'oggetto delle sue battute" dice il suo manager Lee Kernis, "Quando parlava dei suoi fallimenti nei matrimoni, nelle relazioni o nell'essere padre, le battute erano sempre incentrate sul fatto che lui alla fine non vinceva mai". "Quello che mi salva è il fatto che sono io la vittima del mio humour. Io sono quello che porta i film porno a casa e chiede a mia moglie di imitarli e mia moglie è quella che dice 'Quando somiglierai a quello lì, allora lo faremo'".

In questo Guilty as Charged, i temi sono quasi esclusivamente a luci rosse, anche quando si parla di animali. Alcuni pezzi verranno sviluppati e riproposti negli spettacoli cronologicamente successivi. Il pezzo sulle parrucche per il cazzo, ad esempio, sarà rielaborato in seguito quando davvero ne avrà comprata una per via delle chemio, e in questo show la cosa non può che sembrarci un oscuro quanto divertente presagio.

Traduzione: Adrien Vaindoit, Paolo Burini
Revisione: Giacinto Palmieri, ReRosso

19 Commenti a “Robert Schimmel – Guilty as Charged (1994)”

  • Frank Paletta:

    BELLOOOOOOOOO!!! Grazie mille!

  • El:

    Stasera mi serviva davvero

  • ImFuckinDyingHere:

    Grazie a voi di Comedysubs per questa ennesima perla e, perché no, grazie di cuore anche ad Adolf Hitler perché, da quello che mi pare di capire dalla bellissima minibiografia che avete scritto, se non ci fosse stato l'Olocausto la madre di Shimmel avrebbe sposato un altro tizio e il nostro Robert non sarebbe mai nato lasciandoci senza uno dei migliori stand-up comedian di tutti i tempi.

     

  • Antonio C.:

    Mi ha fatto morire dalle risate! fantastico! Grazie! đŸ˜€

  • Antonio C.:

    piccola curiosità: Schimmel in tedesco significa "muffa".

  • Silvio:

    Grazie ragazzi,sono quasi morto dalle risate,anche se come al solito per via di una certa persona alcune battute le conoscevo già..

  • Comunque dalla descrizione che ne fai, sembra davvero l'uomo più sfigato del mondo. Tutte lui ce le ha avute!

  • Giacinto Palmieri:

    Ma come scrive Adrien Vaindoit? Dio che invidia!

  • Daniele Vignali:

    Fantastico Schimmel, davvero un grande comico e un grande uomo!!!

    Ma di questo spezzone, tutto quello che mi ricorderò è il tizio seduto inquadrato a 05:37 e altre volte: a BOB KELSO piace Robert Schimmel! đŸ˜€

  • Dalek:

    Qualità altissima, in 20 minuti ridi più che in spettacoli di 2 ore di altri più rinomati.

    Kelso non mi pare, ma quello a 19:17 è sicuramente un giovane Marlon Wayans.

    Come scrive Adrien Vaindoit? Il primo punto è dopo 43 righe. E' come con la bambola gonfiabile… un mal di testa!

  • Adrien Vaindoit:

    mi fa piacere che tu le abbia contate

  • Theolonius:

    In effetti è uguale a George Costanza di Seinfeld. Almeno in questo show. Poi diventa piu fico quando dimagrisce(ma credo non fosse voluto) e si rade il cranio. Piu maschio, piu vissuto.

    Ps. lo show lo vedrò stasera, Grazie.

  • Dalek:

    Ehi, Adrien, si scherza.

    Grazie dell'ottimo lavoro.

  • Adrien Vaindoit:

    :***

  • Andrea Loria:

    Adrien, concordo con Giacinto: è la miglior presentazione.

  • pedrosky:

    cazzo se era bravo…

  • oniram:

    Un nuovo (si fa per dire) Schimmel! Come sempre, grazie.

  • Vecna:

    Fantastico! Grazie! (Forse le primissime battute mi sono sembrate un po' banalotte, ma decolla poco dopo).

  • L'ho visto finalmente. Devo dire di aver trovato varie "citazioni" sparse qua e là, sì (il giubbotto salvagente che contiene fibre per gli squali, la crema per emorroidi per cani, un po' del pezzo sugli attori dei film porno e c'era pure qualcos'altro, ne sono sicuro).

    @Theolonius: Questo mi ricorda una cosa che ha detto Frankie Boyle (non la ricordo parola per parola, perciò faccio una parafrasi): "Immaginate di avere il cancro e di scoprire che state meglio, rasati. Non è un modo un po' triste di trovare il vostro look perfetto?"

Satiristas!
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